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18766358_767711646687246_1168346051868029670_oUna grandissima novità nel mondo del volley, anzi una vera innovazione (futura) per questo sport: nasce Volleyball TM, un progetto che coinvolge il ct della nazionale italiana Davide Mazzanti,  il Politecnico dell’ Università delle Marche  – Dip. Ingegneria, insieme alla DPM Concept di Senigallia e la Grottini Lab di Porto Recanati.

Da un articolo su Il Corriere Adriatico che ci ha fortemente incuriosito, abbiamo sentito il ct per capire meglio di cosa si tratta: “E’ una sperimentazione che abbiamo messo in atto con il Politecnico di Ancona” – spiega coach Mazzanti – “ è nata per caso, perché cercavo un modo di monitorare meglio gli allenamenti e loro volevano fare una ricerca in ambito sportivo, avendo tanti progetti soprattutto legati all’ambito medico. Mi hanno espresso le loro potenzialità e le possibili applicazioni nella pallavolo. Le due cose che sono uscite sono: l’accelerometro (anche se non è proprio un accelerometro) e la telecamera ad infrarossi per lo studio della cinematica, ovvero dei movimenti tecnici in campo. Abbiamo iniziato e lo staff sta sviluppando delle tecnologie per tutto questo”.

In realtà Davide non è proprio neofita in questo campo: ”Ho iniziato a studiare ingegneria all’ università, ma toccata e fuga, non era per me :-).  Poi, ad un amico comune ho raccontato quale era la mia ambizione in allenamento e lui conosceva molto bene il responsabile di Informatica  dell’ Università di Ancona (Dott. Emanuele Frontoni). Ci siamo incontrati ed in due secondi è stato messo in piedi tutto: mi hanno mostrato il potenziale di quello che riescono a fare, sono rimasto scioccato dalle loro risorse e dalle loro tecnologie ed abbiamo iniziato a studiare ciò che poteva essere più specifico per il volley. L’ accelerometro, viene utilizzato di solito nel campo delle vendite, nei centri commerciali per monitorare dove vanno i carrelli della spesa, è stato ridotto nelle dimensioni, hanno cambiato la batteria, hanno fatto in modo che sia indossabile. Un grande lavoro per portare tutte le tecnologie che avevano nel campo della pallavolo. Ho fatto una specie di prova con una selezione messami a disposizione da Marco Paolini (allenatore, consigliere federale Fipav), visto che ero ad Ancona, una sorta di allenamento 0. Ora stanno sviluppando il progetto a livello tecnologico, non c’è ancora nulla di pronto, siamo in attesa di testare il tutto, spero di avere qualcosa di codificato il prima possibile, in modo da poterlo usare attivamente durante l’estate”.

Le prospettive di utilizzo?: “Una cosa molto difficile da monitorare è il carico degli allenamenti, quanti salti fanno le ragazze e con che intensità, cioè quanti salti al minuto. E l’accelerometro mi darebbe la possibilità di capire quanto è intenso l’allenamento. Quando ero a Conegliano ho fatto uno studio proprio su questo, ci hanno fatto anche una tesi: il preparatore insieme ad un assistente contava il numero dei salti, quindi non avevo dati oggettivi sulla qualità del salto né qualcosa di scientifico su cui basarmi. Alla luce di questo studio, secondo me molto interessante per gestire i carichi di lavoro, volevo qualcosa di tecnologico che mi aiutasse senza perdere una persona che contasse i salti e finalmente l’ho trovato; sul campo della cinematica, cioè la telecamera ad infrarossi, ci sono mille sviluppi, qualcosa di incredibile, ed è il lavoro che fa già il Politecnico di Milano, molto avanti proprio sullo studio della cinematica, anche nella pallavolo. E’ un pò come studiare tecnica dell’atleta sulle sue capacità, come se questa telecamera ad infrarossi, detto in parole povere, registrasse tutto quello che fa l’atleta prendendo informazioni dall’atleta stessa, su quelli che sono gli angoli di movimento dell’atleta, quindi in riferimento proprio a quello che fa l’atleta stessa e non più al modello esterno “fai così”. E’ un cambio epocale secondo me!!!” .

18836792_767347716723639_164423019609499226_oUn progetto che ha voluto condividere: “Ho indetto una riunione chiamando più allenatori possibili dello staff della nazionale per confrontarmi, perché le potenzialità di quello che ho visto sono così alte che vedendole da una prospettiva sola secondo me mi perdevo tantissime cose: con una equipe di allenatori e preparatori più larga possibile potevo per capire meglio il reale potenziale della sperimentazione. Per ogni tecnica c’è la possibilità di studiare qualcosa di importante, e visto che al momento sto studiando tantissimo, avere qualcosa di più scientifico è una gran cosa. Mi sono io stesso in questo periodo confrontato con gli sport individuali, hanno una cura del dettaglio maniacale, più profonda, ci serve proprio uno studio di questo tipo, più adatto anche in base agli atleti che si hanno.”

Una sperimentazione che però non mette in pericolo la naturalezza del gesto tecnico da parte dell’atleta: “La telecamera ad infrarossi registra tutti gli angoli di movimento dell’atleta, ed i tempi con cui vengono fatti. Ti dice quante volte ti avvicini al gesto ottimale. E’ una telecamera che impara da quello che fa l’atleta e dice quante volte ha ripetuto in modo fedele un gesto (noi allenatori spesso diciamo quale è il gesto ottimale – e la telecamera si riferirà a quel gesto) oppure in base al numero di ripetizioni che riesce a fare in modo continuo con tutti gli angoli e le velocità giuste. Serve solo a capire quale è la strada da percorrere con un atleta per capire se modificare di più un angolo o la velocità o un anticipo. E’ uno strumento molto importante da aggiungere a quello che noi allenatori chiamiamo “occhiometro” ovvero la nostra la capacità di vedere quale è la cosa più corretta, ed avere un supporto scientifico per questo. Adoro la tecnologia, quindi tutto questo mi ha affascinato, volendo andare a cercare di più il dettaglio, in loro ho trovato dei validi interpreti e collaboratori”.

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