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12322502_568649523282986_5708032750298816559_oVenerdì 27 settembre Sempre Meglio, in collaborazione con Coni Biella, Itis Q.Sella e Panathlon Biella è stata protagonista di un workshop innovativo e senza precedenti.

Il coordinatore dell’iniziativa è stato Rodolfo Cavaliere che, grazie alla sua empatia e la sua esperienza sia da allievo/atleta che da formatore/allenatore, ha saputo coinvolgere e stimolare brillantemente sia la platea dei giovani durante la mattinata che quella serale degli educatori. Lo staff d’eccellenza con cui abbiamo avuto il piacere di collaborare era formato da Alessandra Tamiati (psicologa) , da Enrico Busto e Francesca Piccolo (coordinatori di grandi eventi sportivi presso La Gazzetta dello Sport ed esperti management dello sport), Cristina Gatti e Mara Giurgola (social media e comunicazione), Giuseppe Graziola (medico dello sport) e Anna Zumaglini (che, spogliatasi di veste della delegata Coni Biella, ha portato la sua esperienza di atleta e di educatrice).

Lo scopo del workshop è stato quello di sensibilizzare ragazzi ed educatori sulla grande importanza che ha lo sport durante l’orario scolastico. Nonostante ci siano poche ore settimanali può essere una grande opportunità per creare un laboratorio di sperimentazione molto importante e in cui la “distanza” tra educatore e allievo si riduce sempre più se l’educatore capisce come contribuire all’auto-realizzazione dell’alunno imparando a cogliere le sue necessità.

Durante la mattinata è stato attuato un modello innovativo per coinvolgere e stimolare i ragazzi attraverso una chat room sia virtuale sia fisica in cui la tecnologia dell’aula magna e il supporto dei social network hanno permesso di far intervenire gli alunni in maniera creativa, propositiva e interattiva. I ragazzi hanno poi espresso la loro preferenza per approfondire una tematica tra le 3 che sono emerse e hanno prodotto un manifesto globale di richieste ed esigenze costruttive per i loro educatori e formatori.

Alla sera, insieme agli educatori intervenuti, abbiamo condotto un altro brainstorming per far emergere il loro punto di vista e dopo aver analizzato i messaggi dei ragazzi li abbiamo stimolati a proporre iniziative concrete per una scuola più vicina ai ragazzi e che prenda in considerazione lo sport come “maestro” di competenze traversali, proprio quelle competenze che durante la giornata tutti quanti, educatori e studenti,  hanno ritenuto essere le abilità che nella vita rendono felici e vincenti!

Rodolfo Cavaliere (Coordinatore del progetto):

“Sono estremamente contento della reattività e della profondità di pensiero che hanno dimostrato i ragazzi. Credo sia stata un’esperienza interessante per tutti i partecipanti e anche per noi che l’abbiamo promossa perché confrontarsi su temi complessi come il miglioramento dell’ambiente scolastico, attraverso lo sport e non solo, con l’intento comune di trovare soluzioni concrete facilmente applicabili sia una sfida che unisce le generazioni. La forza dei messaggi prodotti nella mattinata è tale da spingerci a fare di tutto per trasmetterli a più persone possibili.”

Alessandra Tamiati (Psicologa):

“Gli studenti, con entusiasmo, voglia di crescere e di contribuire attivamente ad un cambiamento che potrebbe vederli partecipi, hanno portato spunti di riflessione importanti. Arricchiti dal
confronto in gruppo, hanno saputo offrire agli adulti che si occupano della loro formazione e crescita come persone fuori dalle mura di casa (insegnanti, allenatori, educatori) proposte operative concrete. “Un passo avanti” che ci chiedono gli adolescenti potrebbe essere rappresentato dal dare più “spazio”: a spazi attivi e interattivi e a relazioni in cui l’attenzione verso l’altro diventi un’attenzione alle sue specificità e potenzialità. Crescita e apprendimento passano attraverso la relazione e la relazione è emozione. I nostri ragazzi chiedono di “essere visti” per scoprirsi e potersi esprimere, in modo particolare nella quotidianità scolastica e sportiva. E noi adulti abbiamo il delicato e fondamentale compito di indicare loro questa via!”

Anna Zumaglini (Ideatrice del progetto, delegato Coni Biella e insegnante)

“L’idea di stimolare un dibattito su sport e scuola è nato lo scorso anno, in occasione di un premio che il Panthlon ha assegnato proprio su questa tematica. Ci siamo resi conto che c’era bisogno di dialogo tra questi due mondi e ci serviva un’idea innovativa che potesse dar voce ai due mondi. Il presidente Fabrizio Corbetta ha fortemente voluto questo workshop e devo ringraziare la scuola dello sport Coni Piemonte e il presidente Gianfranco Porqueddu per averci aiutato ed incentivato a realizzarlo. Durante la mattinata abbiamo raccolto richieste importanti e idee brillanti dai nostri ragazzi, ora il nostro dovere è trasmettere le loro proposte e diffonderle su larga scala! Il nostro presidente Porqueddu si è dimostrato talmente entusiasta del progetto che sta pensando di esportarlo a livello regionale e questo è un grande segnale di voler cambiare davvero le cose e dar voce ad educatori e ragazzi per avvicinare i due mondi.

Sono orgogliosa che un progetto del genere sia stato realizzato a Biella e ringrazio per la collaborazione la Scuola dello Sport Piemonte, il Panathlon Biella, l’Itis Q.Sella, Alessandra Tamiati, Rodolfo Cavaliere e Valeria Rosso: abbiamo saputo mettere insieme una squadra coinvolgente e competente. I contenuti e le modalità di questo workshop sono stati aria fresca per tutti noi!

Coinvolgere e stimolare educatori e ragazzi allo stesso modo è stato innovativo e ha fatto emergere molte idee in comune, segnale che, secondo me, con il cuore siamo più allineati di quello che possa sembrare ma è ancora la mentalità che divide questi due mondi. A noi il compito di cercare di eliminare questa distanza generazionale. Da educatrice chiedo ai ragazzi di continuare ad aiutarci e a starci vicino, non potremo cambiare tutti quanti insieme, ma ci saranno tanti piccoli-grandi passi che potremo fare l’uno verso gli altri. Le abilità che si possono acquisire nel mondo dello sport sono straordinarie e la scuola dovrebbe approfittarne non limitandosi ad insegnare solo le nozioni ma aprendosi maggiormente allo sport e alle idee dei ragazzi.”

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