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itaLa nazionale azzurra purtroppo (o per fortuna, a seconda dei punti di vista) non si è qualificata per le Final Six del World Grand Prix, ma in questo periodo di preparazione al mondiale che si giocherà qui da noi, credo che questa notizia sia una non notizia, si perché nonostante il risultato possa indurre a conclusioni negative (solo per i profani e per certi detrattori a priori), io personalmente ho visto una nazionale, anzi una SQUADRA davvero solida…

Magari non dal punto di vista fisico, visti gli innumerevoli infortuni, più o meno gravi, vedasi Lucia Bosetti ko per i prossimi mesi oppure quello patito da Francesca Ferretti, sperando che i tempi di recupero le permettano di arrivare ai mondiali in forma, mentre gli altri problemi registratisi durante il Grand Prix sembrano non destare particolare preoccupazione.

Solida dal punto di vista del carattere, della determinazione e della consapevolezza e forse l’aspetto più importante di tutti solida nel gruppo, perché sfido qualunque altra squadra a passare quello che hanno passato queste splendide ragazze, aiutate e supportate da uno staff di primisso livello tecnico e di grandissimo spessore umano; se chi rientrerà a far parte di questo gruppo si integrerà, allora che credo che questa SQUADRA darà a tutti noi tante soddisfazioni nel prossimo futuro.

Ho letto e sentito e continuo tuttora a farlo, commenti su social network, blog vari e canali televisivi di addetti ai lavori o pseudo tali sul gioco espresso dalle nostre azzurre in questo World Grand Prix…

Premetto che non mi voglio ergere a paladino difensore di niente e nessuno, perché credo che le/i dirette/i interessate/i, possano e siano in grado di difendersi da sole/i; però mi preme ed urge dire che è molto facile salire sul carro quando si vince, ma è difficilissimo restarci anche quando le cose non vanno per il meglio, frutto questo della mentalità italico-calciofila, che si è vista così bene dopo gli ultimi mondiali di calcio, fenomeni contro l’Inghilterra e poi…

Ho avuto la fortuna di partecipare ad un workshop allenatori a Boario con la nazionale seniores femminile e quindi posso permettermi di scrivere questo articolo, poiché ho sentito spiegare dalla viva voce di Marco Bonitta il processo di crescita e la trasformazione del gioco di questa nazionale, accompagnato poi dalla visione di alcuni allenamenti, a cui però ho visto pochi addetti presenti (certo la “location” non facilitava, però…).

Ho poi avuto la possibilità di continuare questa esperienza nella tappa del WGP di Sassari, dove ho fatto le statistiche per la FIVB, quindi ho potuto riosservare le azzurre un mesetto esatto da quella prima esperienza a Boario e Costa Volpino e sono giunto ad una mia personalissima conclusione: Forse questa nazionale non sarà bella da vedere in campo, ma (mi ripeto e so di farlo) ha una personalità ed una cattiveria in campo che ho visto poche volte in 23 anni di carriera da allenatore e soprattutto ha un mix di atlete esperte e meno che non vedo in altre squadre ben più quotate !!!

Bando alle ciance, essendo un’esperto di numeri, volevo soffermarmi su alcune cifre scaturite dalle partite di questo WGP:

Attacco

Nadia Centoni è 6^ nella classifica delle migliori attaccanti con un ottimo 42%

Antonella Del Core 15^ con 35% di palle punto

Francesca Piccinini chiude il WGP con un 39%  in attacco

Valentina Diouf totalizza un buon 47%

Cristina Chirichella mette a segno al suo debutto “tra le grandi” un incoraggiante 39%

Valentina Arrighetti chiude con il 38%

Caterina Bosetti termina con una percentuale del 33%

Da segnalare come prima dell’infortunio Lucia Bosetti stesse attaccando con un ottimo 53%

Dato curioso è la percentuale di realizzazione di tutto il WGP che si assesta sul 38%, indice che muri e difese sono stati ancora una volta determinanti; da notare come quasi tutte le azzurre siano al di sopra di questa “media”.

Ricezione

Antonella Del Core si classifica 8^ con un 47% di positività ed un 40% di efficienza (percentuale data dal numero di palloni positivi a cui vengono sottratti gli errori)

Francesca Piccinini è 12^ con un 37% di positività ed il 31% di efficienza

Caterina Bosetti si attesta sul 44% di positività ed il 37% di efficienza

Monica De Gennaro marca un 50%  di positività ed il 44% di efficienza

La media della manifestazione fino a questo momento risulta essere del 47% di positività e del 40% di efficienza, il che indica che le azzurre si attestano vicino alla percentuale di positività, ma come alcune siano più lontane dall’efficienza media.

Muro

Grandissima prova di Cristina Chirichella, che in una classifica che solitamente vede ai primi posti i centrali, si piazza in 5^ posizione, dietro alla Turca Kubra, alle Brasiliane Thaisa e Fabiana e alla Tedesca Furst; risultato eccellente frutto di 28 punti e di una media di 0.78 muri a set.

L’altro centrale azzurro Valentina Arrighetti si piazza  in 12^ posizione con 23 punti e 0.64 di media

24^ Antonella Del Core con 15 muri vincenti e 0.42

62^ Valentina Diouf, 66^ Nadia Centoni, 67^ Sara Bonifacio

Prima delle non centrali è la Brasiliana Fe Garay in 7^ posizione (21 e 0,70)

La Cinese Zeng prima tra le opposte, 14^ piazza (21 e 0,58)

La Brasiliana Dani Lins 25^ è la prima palleggiatrice (12 e 0,40)

Battuta

Solo la fortissima Coreana Kim (19 aces e 0,54 di media set) impedisce a Cristina Chirichella di essere il migliore servizio di questa fase preliminare del WGP; per l’azzurra piazza d’onore, frutto di ben 15 aces e di 0,42 di media che la incoronano come miglior centrale al servizio.

Scorrendo la classifica troviamo solo al 33° posto Antonella Del Core (6 aces e 0,17 di media),

45^ Caterina Bosetti (5 e 0,14), 72^ Francesca Ferretti, 73^ Noemi Signorile, 77^ Nadia Centoni,

78^ Valentina Diouf, segno che per questo fondamentale non ha portato molto in dote alle azzurre in questa manifestazione (parlando solo di servizi vincenti e tralasciando i restanti).

(Le classifiche FIVB tengono conto di un numero di palloni individuali sul totale di squadra, ed è per questo che solo alcune azzurre sono in classifica ed altre pur avendo percentuali migliori non lo sono)

– Paolo Zambolin –

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