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IMG_9190Lucia è la compagna di squadra che vorrei sempre al mio fianco… Fortuna che l’ho avuta parecchio dalla mia parte della rete. Ormai oggi sembra una frase banale da dire, chi non la vorrebbe? Ma io mi sono sempre sentita cosí in campo insieme a lei… più tranquilla più sicura. È un giocatore concreto, lucido, completo… E poi murare quando c’è lei in difesa, è una sensazione inspiegabile. Ora basta, tanto perdo obiettività quando parlo dei miei amici. Buona lettura..

Valentina Arrighetti  

Lucia, bilancio di questa prima parte di stagione..Bissare la Coppa Italia non è stato facile, ma ci siete riuscite..

Si, questa Coppa Italia non era per niente facile sulla carta per nessuno, poi invece se si rivedono i parziali sembra che per noi sia stata una passeggiata. Non è stato affatto così, ci siamo preparate molto per arrivare al meglio e alla fine abbiamo messo in campo la miglior pallavolo di quest’ anno: eravamo tutte super concentrate, abbiamo sbagliato pochissimo, difeso molto e non abbiamo mai permesso agli avversari di destabilizzare il nostro gioco. Spero che questo sia solo l’inizio e che arriveremo ai play off con le stesse convinzioni e la stessa qualità di gioco, anche perché i play off sono un altro campionato ancora più difficile dove oramai le squadre si conoscono a memoria, quindi ogni palla è fondamentale.

MVP in Supercoppa, ora Coppa Italia, votata come atleta dell’anno dai giornalisti con il sondaggio su Volleyball.it….Bei riconoscimenti…

Sono molto orgogliosa di tutti questi riconoscimenti, gli Mvp nelle finali spesso sono inaspettati: quando gioco queste partite sono molto concentrata su ogni aspetto della gara ed è difficile rendersi conto di quello che si fa. L’obiettivo è un punto alla volta, quindi perdo di vista l’andamento completo della partita.

Il premio ricevuto dai sondaggi mi fa ancora più piacere perché sono pareri di persone che vivono la pallavolo ogni domenica con noi, persone che hanno visto tutte le giocatrici di tutte le squadre in campo e, che per lavoro, devono essere obbiettivi e super partes. Sicuramente non mi voglio accontentare, anzi, sono già pronta per questi play off.

Parliamo di te. Pensa al tuo primo anno in A1. Pensa ad oggi. Da dove sei partita e a che punto sei del tuo percorso di crescita?

Il mio primo anno di A1 ero a Sassuolo, ben 7 anni fa!!! È incredibile come sia volato il tempo… Sono sempre stata la più giovane ed è strano adesso essere considerata una veterana. Sono contenta per ora del mio percorso di crescita, ho alternato stagioni dove ho giocato meno per imparare in allenamento da grandi campionesse, a stagioni invece dove da titolare ho prima perso ma poi vinto partite e trofei importanti. Vorrei continuare su questa strada, so che su certi aspetti del gioco posso fare meglio e voglio puntare a questo. Soprattutto l’ aspetto della crescita mentale che nei miei primi anni ho sottovalutato molto e che ora invece sto cominciando a comprendere meglio. Non capivo quanto fosse importante non soffermarsi sull’ errore e andare sempre avanti anche quando le cose riescono come le avevi pensate o programmate.

_DP_4399 Il tuo punto di forza? 

Il mio punto di forza penso sia l’attacco. Non perché penso di essere tra le più forti attaccanti del mondo, ma perché se mi riesce questo fondamentale, la ricezione, la difesa e tutto il resto viene da sè.

 Ora puoi giocare indistintamente da banda e come opposto. La prima volta che ha cambiato ruolo che difficoltà hai avuto?

La prima volta che cambiai ruolo ero a Bergamo con Lorenzo Micelli e giocavamo contro Villa Cortese, Serena (Ortolani, ndr) stava male e quindi toccò a me ricoprire quel ruolo. Ricordo che lo feci molto naturalmente anzi, ho giocato con zero pressione e mi riusciva tutto: il ruolo di opposto lo usavo nella mia testa come scudo se le cose non fossero andate per il verso giusto. In ogni caso non mi ha mai creato problemi attaccare da zona 2 anche perché da schiacciatrice mi alleno a farlo.

Portare il nome Bosetti è pesato da ragazzina? Ed ora?

Quando ero piccola, nel mio percorso giovanile e nei miei primi anni di serie A1, portare il nome Bosetti mi pesava soprattutto perché c’era sempre una nota polemica, spesso sentivo la parola raccomandata che mi faceva molta rabbia. Nessuno di loro sapeva quanto avevo lavorato e quanti sacrifici avevo fatto per raggiungere quei risultati. Niente oggi mi da più soddisfazione che vedere le stesse persone che insinuavano che io fossi raccomandata, oppure che non sarei mai arrivata perché troppo bassa, che devono tacere anche perché i risultati hanno risposto a tutto ciò..

Sei cresciuta a pane e pallavolo. Non hai mai pensato, mai per una volta di mollre la pallavolo per fare…?? Cosa?

Sinceramente non ho mai pensato di lasciare la pallavolo, non ho nemmeno mai pensato a cosa farò quando dovrò smettere… Ora come ora non saprei che fare…Il mio obiettivo era arrivare a giocare in serie A e in nazionale, ora che ci sono riuscita non mollo facilmente:-)

_MG_6912Lo sport ad alto livello comporta tanti sacrifici da ragazzini. Potessi fare ora qualcosa che non hai fatto da adolescente cosa faresti?

Io come molte altre ho fatto tantissimi sacrifici da giovane, la cosa che sicuramente mi pesava di più era dover sempre rinunciare ai divertimenti che molte mie compagne di classe avevano come il cinema, le feste…. Le mie giornate tipo erano sveglia all’alba per studiare, andare a scuola, compiti e studio al pomeriggio e la sera pallavolo, stavo in palestra molte ore. Non avevo tempo per fare altro e per me esisteva solo questo. La pallavolo mi ha dato tante soddisfazioni sia a livello sportivo che personale, ho tante amiche che, anche se non sono fisicamente vicine e non ci sentiamo tutti i giorni, ci sono sempre per me. Rifarei tutti i sacrifici fatti da giovane, non rimpiango nulla.

C’ è un allenatore che ha avuto un ruolo chiave nella tua evoluzione come atleta?

Penso che tra tutti gli allenatori quello che ha veramente avuto un ruolo chiave sia stata mia mamma. Lei mi ha allenato per ore a Orago, ho imparato tutto quello che so della tecnica da lei, mio papà e dalla Miriam Dalla Bona. Anche perché se non avessi tecnica e il salto nella pallavolo di oggi sarebbe difficile per me stare in campo.

Ti diverti a giocare a pallavolo? Che emozioni ti dà?

La pallavolo mi divertiva quando ero piccola e mi diverte adesso ancora di più…. Le semifinali e le finali sono le partite più belle: l’adrenalina e la concentrazione che uno raggiunge in quelle partite è altissima, ed è bellissimo sentirla nelle vene e nel cuore. Mi piace anche la sensazione di pace dopo queste partite, sia che vinco sia che perdo quando sono nel letto sento le gambe morte, il mio fisico e la mia testa sono più leggeri, è una bella sensazione.

Lo sport ad alto livello comporta essere sotto i riflettori. Come hai vissuto la pressione mediatica in giovane età ed ora in età più matura?

Io non sono socialmente molto attiva, ora non ho più Facebook e penso che questa cosa mi aiuta a non sentire pressione mediatica, infatti non leggo nessun tipo di commento sia dopo una vittoria sia dopo una sconfitta. Cinque anni fa ne ero molto condizionata, non mi rendevo conto che era impossibile piacere a tutti.

Alassio_Allena_053Ti piacerebbe cimentarti in uno sport dove vincere o perdere dipende solo da te?

Mi piacerebbe provare a praticare uno sport singolo, mi piace l’ idea che tutto dipende solo da te. Allo stesso tempo però la cosa che amo della pallavolo è che puoi contare sulle tue compagne nel momento di difficoltà. È un po’ un controsenso voler provare una cosa che non ha un elemento così importante per noi pallavoliste, come la squadra, ma forse è la curiosità e la voglia di mettermi alla prova che mi fa pensare ciò.

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