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Ita-Belg_095Avrei dovuto essere lì, a bordo campo, dietro allo schermo del notebook ad osservare, cercare di capire, comprendere, provare a raccontare, ma non ci sono e questa distanza amplifica oltremodo l’attesa per un evento, la partita di stasera con la Polonia, che è molto più di un ottavo di finale di un Campionato Europeo, perché per questa giovane Nazionale in cerca di una precisa identità si tratta più che altro di un temibile punto di rottura, di una linea d’ombra da varcare, di un fattore da superare per comprendere fino in fondo le proprie potenzialità. Non parliamo di prova di maturità, non è forse ancora il momento, ma di un passaggio necessario, di una partita che può determinare in maniera sostanziale il bilancio di questa prima stagione del nuovo ciclo targato Mencarelli.

L’avversario non è facile, ma nemmeno impossibile: non è la Polonia di vertice di qualche anno fa, ma arriva a questa fase degli Europei dopo un primo girone molto equilibrato che ha rodato la formazione di Makowsky sicuramente più del nostro ed ha nella Skowronska sempre un fattore determinante, soprattutto quando riesce a trovare la giusta continuità di rendimento.

Più di guardare in casa d’altri però bisogna guardare a noi stessi e a questa Italvolley che sembra ancora, giustamente, in corso di formazione. L’infortunio di Lucia Bosetti ed il recupero ancora non portato del tutto a termine, ci ha privato di un tassello fondamentale per dare equilibrio al nostro sistema di gioco, soprattutto in seconda linea, ma senza dubbio le alternative e le opzioni a disposizione di Mencarelli sono di primordine. Questa Nazionale ha però bisogno di trovare in fretta i suoi punti di riferimento, in campo e fuori, già a partire dallo snodo cruciale odierno.

La crescita esponenziale nel suo ruolo di Valentina Arrighetti nel corso degli anni ha bisogno di un ultimo ulteriore salto di qualità: con la sua grinta e la sua inestinguibile voglia di vincere può e deve essere il fattore trascinante per questo gruppo in corso d’opera proiettato verso il futuro. Carolina Costagrande e Martina Guiggi devono mettere in campo fattore tecnico ed esperienza per dare il contributo che tutti si aspettano e che sono in grado di dare soprattutto adesso che la posta in gioco è altissima. Monica De Gennaro è senza dubbio il legame fondamentale tra il gruppo delle più esperte e quello delle più giovani: sanguigna e mite allo stesso tempo, ha percorso tutte le tappe vincendo scudetti giovanili in serie fino ad arrivare alla maglia della nazionale maggiore dove adesso ha la possibilità di lasciare il segno in un ruolo in cui l’eredità Cardullo è sempre un macigno enorme. La sua ricezione, le sue difese ed i recuperi acrobatici saranno essenziali tanto quanto il gioco d’attacco che dovrà essere gestito con sapienza ed equilibrio da Signorile. In panchina non le mancheranno la guida costante di Mencarelli ed i suggerimenti di Tofoli che in quel ruolo con la maglia azzurra ha vinto quasi tutto, ma saranno la sua serenità in campo e la sua capacità di distribuzione a fare la differenza se non si farà pesare l’ombra del fantasma dell’imperatrice Lo Bianco, consapevole però del fatto che in qualsiasi momento dalla panchina può entrare Camera a cambiare ritmo e soluzioni diverse in regia. Allo stesso modo Sorokaite è diventata nel corso della prima parte di questa stagione internazionale un tassello di ricambio, e spesso anche una protagonista importante, negli equilibri offensivi di questa Italvolley facendosi trovare pronta sia da schiacciatrice che da opposta, due ruoli in cui due giovanissimi talenti, che si possono però già fregiare di un titolo mondiale juniores, sono chiamate a dare un contributo fondamentale: Diouf e Caterina Bosetti. La prima è l’opposta che tutti aspettavamo: quando sta bene fisicamente e trova la giusta fiducia diventa un fattore offensivo devastante, la seconda ha classe cristallina e quando trova la dovuta continuità di rendimento è già in grado di fare la differenza. Barcellini, Chirichella, Folie e Gennari sono alternative valide, giovani, rappresentano il nostro futuro ed un presente che passa necessariamente dalla partita odierna con la Polonia, uno spartiacque fondamentale.

Stasera non riuscirò ad essere davanti alla tv per seguire in diretta l’evolversi della partita, non potrò nemmeno seguire on line il punto a punto con gli aggiornamenti in tempo reale, magari aspetterò un sms a fine incontro con la notizia del risultato: così lontano, così vicino.

 Salvatore Gennuso – Foto Cucchetti 

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